Quando ho finito gli esami della triennale in Informatica, la domanda che sentivo più spesso era a quale azienda avrei mandato il CV dopo la laurea. Avevo in mente una strada diversa: aprire Partita IVA e lavorare come sviluppatore indipendente.
Quel post raccontava una direzione, non un’attività già avviata. In seguito ho rivisto i tempi di apertura, mantenendo lo stesso obiettivo.
L’aggiornamento sui tempi e sulla preparazione dell’attività
Un percorso fatto anche fuori dall’università
Negli anni di studio ho incastrato esami, lavoro a chiamata, primi progetti da freelance e notti dietro la console come DJ. Quest’ultima era una passione che avevo da bambino e che sono riuscito a portare nel lavoro.
Sono esperienze diverse, ma tutte mi hanno messo davanti a persone, scadenze e responsabilità. Mi hanno aiutato a capire che mi interessa costruire qualcosa che venga usato davvero, confrontandomi direttamente con chi ne ha bisogno.
Investire sulla possibilità di imparare
A 22 anni, nella mia situazione personale, sentivo di avere lo spazio per provare questa strada. Non è una ricetta per tutti i neolaureati: è il modo in cui ho scelto di investire tempo ed energie, accettando di dover imparare anche ciò che va oltre il codice.
Il lavoro indipendente richiede di capire i problemi, definire il perimetro di un progetto, comunicare e mantenere gli impegni. È questa combinazione, insieme allo sviluppo di software e applicazioni web, che volevo mettere alla prova.
Il punto di partenza era questo: scegliere una direzione e iniziare a costruirla. Il percorso successivo mi ha già insegnato che si può restare fedeli a quell’obiettivo cambiando tempi e modalità.
Rielaborato da un mio post LinkedIn e aggiunto al blog il 10 settembre 2026. La data indicata si riferisce alla pubblicazione sul sito.